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Intelligenza Emotiva

Intelligenza emotiva

Illustrazione – Amaru Mukckenhirn – https://www.behance.net/amarumuckenhirn

 

Tra il cuore e il cervello c’è una terra di mezzo chiamata creatività, gestire le emozioni è il mezzo che ci farà esplorare quella terra.

Andrea Pedullà MindMapp



INTELLIGENZA EMOTIVA


Con Intelligenza Emotiva ci si riferisce alla capacità di usare le emozioni con intelligenza, identificandole, comprendendole, gestendole per riuscire ad affrontare meglio la vita.

Secondo Goleman, sviluppare questo tipo di intelligenza può costituire un fattore determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali.

 

Tutti proviamo emozioni, esse sono molto potenti e possono influenzare il corso della nostra vita nel bene e nel male.


Pensiamo a quante volte non abbiamo agito, perché provavamo ansia o insicurezza, oppure abbiamo preso decisioni affrettate, errate, dettate dalla rabbia che ci hanno impedito di ottenere un risultato positivo a scuola, sul lavoro o nella vita personale.

Questo perché non siamo riusciti a gestire le emozioni in modo razionale e siamo stati sopraffatti dai pensieri illogici, automatici.

Molti penseranno che Emotività e Razionalità, Cuore e Cervello, non si possano abbinare.

In realtà Intelligenza ed Emotività sono tutt’altro che in contrapposizione e un uso corretto delle emozioni può aiutarci a comunicare meglio, a saperci automotivare, a farci reagire meglio agli stimoli dell’ambiente, ecco perché questa abilità può essere la chiave di volta per il nostro successo personale e professionale.

L’Intelligenza Emotiva si basa su tre abilità fondamentali: autoconsapevolezza, autocontrollo ed empatia.

Per usare le emozioni in maniera intelligente e razionale dobbiamo cercare di ascoltare i
nostri stati interiori e interrogarci sulla loro natura e origine.

Accettare le emozioni come parte fondamentale di noi.

Imparare a riconoscere e bloccare i pensieri illogici e automatici che spesso accompagnano le emozioni, ricordarci che gli eventi sono temporanei e dipendono da cause ben specifiche, ascoltare attivamente, cercando di capire cosa l’altro vuole realmente comunicare sospendendo il giudizio e l’interpretazione dei messaggi, prestare attenzione al linguaggio non verbale ma al linguaggio del corpo.

Furono Salovey e Mayer nel 1990 a introdurre il concetto di intelligenza emotiva definendola

“la capacità che hanno gli individui di monitorare le sensazioni proprie e quelle degli altri, discriminando tra vari tipi di emozione ed usando questa informazione per incanalare pensieri ed azioni”

Ma fu Daniel Goleman nel 1995 con il suo libro “Intelligenza Emotiva” a renderla più popolare definendola come quell’insieme di competenze fondamentali per sapere affrontare bene la vita.

Introdusse il termine autoconsapevolezza, questa capacità è una delle basi dell’intelligenza emotiva perché secondo Goleman, se riusciamo ad identificare e monitorare le nostre emozioni incrementiamo il nostro livello di autoconsapevolezza e di conseguenza anche l’abilità di controllare e monitorare la nostra vita.

Questo ci permette di compiere scelte consapevoli riguardo agli eventi di maggiore, ma anche minore, importanza della vita.

L’intelligenza emotiva si basa su due grandi competenze, una personale, data dalla consapevolezza e dalla padronanza di sé nonché dalla motivazione.

L’ altra sociale, che è determinata dal modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri; la base di questa competenza è costituita dell’empatia e dalle abilità sociali, intese come la capacità di saper guidare ad arte le emozioni di un’altra persona e trarre vantaggio dal fatto che gli stati d’animo s’influenzano reciprocamente.


Intelligenza Emotiva, è un bestseller internazionale di Daniel Goleman. Se siete curiosi e volete approfondire l’ argomento vi consiglio vivamente di leggere il suo LIBRO

Grazie 

Andrea Pedullà.

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